Workflow fotografico

Il workflow (flusso di lavoro) in fotografia è fondamentale se volete organizzare ed avere una continuità nello sviluppo dei vostri scatti. Naturalmente questo potrà essere più lungo o corto a dipendenza delle necessità, ma i passi fondamentali sono poi sempre quelli. Prima li farete vostri e prima raggiungerete dei risultati con regolarità.
Un fotografo non dev’essere per forza perfetto, ma di sicuro costante! 🙂

In un articolo precedente avevo già parlato di workflow fotografico, e quindi volevo riportare il mio, giusto per darvi un esempio di come gestisco le foto.
I punti sono relativi ai software che utilizzo per la gestione delle foto: Adobe Bridge e naturalmente Photoshop.

  1. Copio tutte le foto sul PC, senza cancellarle dalla scheda di memoria, in una locazione dov’è garantito un backup (ho una NAS dedicate per questo e la scheda di memoria non la cancello fino alla prossima sessione).
    Ricordatevi che backup e gli archivi sono due cose differenti, assicuratevi di fare degli archivi su supporti digitali da rinnovare nel tempo.
  2. Creo una cartella utilizzando un nome che rispecchi il contenuto della sessione: data + (parola chiave, titolo). Per la data uso questo formato: AAAA_MM_GG.
  3. Passo su BR (Adobe Bridge).
  4. Inizio a “scremare” le foto eliminando in particolare le “doppie” e quelle proprio uscite male. Utilizzo la modalità “Filmstrip” per visionare ogni scatto e farmi un idea dei risultati. Non andateci troppo pesante… Accade spesso che revisionando le proprie foto dopo un po’ di tempo, saltino fuori cose mai viste!
  5. Taggo” tutta la serie di foto con il mio template dei meta-data.
  6. Seleziono le foto che voglio elaborare e gli do un punteggio (stelle). Alcuni in questo momento assegnano anche delle parole chiave per facilitare la ricerca.
  7. Passo su CR (Adobe Camera RAW).
  8. Apro il file “RAW” con PS ed inizio l’elaborazione del primo scatto con Camera RAW (CR). 
  9. Controllo il bilanciamento del bianco e se caso lo metto a punto. Per questa attività consiglio l’utilizzo di un un ColorChecker® Passport da avere sempre in borsa ed utilizzare nella sessione per avere alcuni scatti campione.
  10. Applico una prima correzione dei parametri di base e il profilo DNG della mia fotocamera. Spesso selezionando al volo la modalità “auto”, per vedere come CR imposta i dati e come distribuisce l’istogramma a titolo di riferimento.
  11. Applico la correzione della lente e controllo/rimuovo le aberrazioni cromatiche.
  12. Controllo gli ISO, e se c’è troppo rumore digitale lo correggo, restando un filo sotto la pulizia completa. Faccio questo perchè alcune volte in PS uso dei secondi filtri che migliorano anche il rumore.
  13. Torno sulle impostazioni di base che avevo già selezionato “auto” e le finalizzo, cercando il risultato finale dello sviluppo, correggendo alte luci, ombre ecc…
    Un occhio sempre sull’istogramma mi raccomando!
  14. Aggiusto anche geometrie, taglio e composizione dello scatto per terminare in questo modo la prima fase della post-produzione. In definitiva l’obiettivo è di raggiungere la foto finale alla fine di questo punto.
  15. Se si tratta di una serie o di una piccola serie, salvo il file delle modifiche .XMP con un nome concreto di modo che lo possa utilizzare per le altre foto simili con inquadrature e situazioni di luci simili.
    (Considerate che per ogni scatto che elaborate in CR viene comunque creato un file delle modifiche .XMP).
  16. Passo su PS (Adobe Photoshop).
  17. La post-produzione di base è completata ed ora la foto viene aperta in PS, qui completo le modifiche, magari ritagliando ancora la foto per migliorare ulteriormente la composizione. Uso le curve per finalizzare i toni e luci, applico magari un filtro e quant’altro (utilizzando i layer naturalmente) per raggiungere quello che avevo in mente ed ottenere lo scatto finale. Solo come ultimo passo rivedo la nitidezza se necessario.
    Tutti questi ultimi passaggi sono la parte critica del processo perchè le modifiche non devono essere ne troppo pesanti e lunghe, ne troppo brevi e inconsistenti. Se in fase di scatto, si è fatto un buon lavoro, le modifiche da fare qui saranno poche ed incisive. Se durante questi passi invece sento che sto perdendo troppo tempo, mi fermo e rifletto… Esagerare con le modifiche e coi filtri spesso porta e dei pasticci! Magari il primo errore sta nel fatto che non sappiamo dove vogliamo arrivare… Occhio!
  18. Durante queste fasi valuto anche se alcuni passi che faccio su PS, saranno utili su altri scatti della serie, se si creo un attività (una registrazione degli step), che applicherò poi agli scatti successivi.
    Lo stesso ragionamento vale anche per i plug-in di terze parti che utilizzo per applicare dei filtri più elaborati. Se modifico il filtro e intendo usarlo su altri scatti lo salvo con le mie impostazioni.
  19. Lo sviluppo è terminato! Applico la mia firma (che è un attività registrata), e salvo tutto in formato .PSD. Se dovete consegnare anche i RAW consiglio una conversione degli stessi in formato DNG così da incorporare i meta-data.
    In passato facevo un passo intermedio salvando anche in .TIFF, ma ora è una cosa che faccio solo se penso che la foto debba andare in stampa.
  20. Valuto se la foto va in stampa (cosa per me rara al momento), se caso converto la foto in spazio colore CMYK, e salvo in .TIFF.
  21. Esporto la foto per il web, di solito salvo il medesimo scatto in formato .JPG (convertito in sRGB) con qualità al 100% senza modificare la risoluzione, e una col medesimo profilo ma col lato lungo a 1920px che uso sul web su Flikr e Juza.
  22. Torno al punto 1 per assicurarmi che dopo tutte le elaborazioni ci sia un backup concreto del lavoro svolto.
  23. FINE 🙂

Ultima nota: Naturalmente questo è il flusso di lavoro di un appassionato, non porto a casa la pagnotta con la fotografia 😉 , il mio mestiere è un altro… Il flusso di lavoro di un professionista probabilmente sarà più esteso e magari comprenderà anche la gestione dei cataloghi di Lightroom, ciò nonostante penso sia buon punto di partenza per dare vita a un vostro processo efficace e senza troppe perdite di tempo.

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